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martedì 10 febbraio 2015

PORNO REPLICANTI Il Ken umano, la ragazza Barbie e Miss Bum Bum


È conosciuto come il 'Ken umano' perché per assomigliare al celebre bambolotto si è sottoposto a decine di interventi chirurgici. Ora però il 20enne brasiliano Celso Santebanes è in fin di vita per un cancro scoperto mentre curava le infezioni provocate dall'uso di idrogel. 



Il giovane è ricoverato da quasi un mese. Attualmente viene trattato dall'Unità di terapia intensiva dell'ospedale di Uberlandia, a Minas Gerais. Il suo stato - secondo uno degli ultimi bollettini medici - è «molto grave, con rischio di morte». Soffre di leucemia linfoide acuta ed è mantenuto in coma farmacologico. «È completamente sfigurato», ha detto uno zio del ragazzo, che per conquistare il suo sogno di vanità ha speso 50 mila dollari in interventi di ogni tipo.



IL KEN UMANO COME MISS BUM BUM: SFIGURATO E IN FIN DI VITA PER COLPA DELLA CHIRURGIA 10 febbraio 2015


Brasile in ansia per Andressa Urach, showgirl e presentatrice (che mise nei guai Ronaldo) in terapia intensiva per le troppe iniezioni di un fortissimo tipo di silicone
A causare il ricovero d’urgenza una setticemia alle gambe causata dall’uso di idrogel fatto da Andressa per modellare il suo corpo trasformandolo artificialmente in quello di una super-maggiorata lei che, invece, era nata quasi «piatta» e con un sedere – perché questo vuol dire «Bum Bum» in Brasile - normalissimo.

L’idrogel è un colloide usato ad esempio per fabbricare le lenti a contatto morbide ma anche per produrre protesi al silicone. L’ultima moda delle modelle che sfilano al Carnevale di Rio, però, è di farsene iniettare grandi quantità nei glutei e nei seni. «Il risultato è l’aumento immediato di determinate parti del corpo», spiega un dermatologo che ne sconsiglia vivamente l’uso, «ma i rischi sono enormi. Pensi che poche settimane fa una donna qui è morta dopo essersi iniettata idrogel solo per avere un sedere più tornito». 


In Brasile una marchio di questa sostanza chimica usata dai chirurghi estetici è stato persino approvato dalla Anvisa, l’agenzia che dovrebbe vigilare sulla salute, (mentre molti farmaci, anche anticancro, non lo sono ma questo sarebbe un altro reportage) e, dunque, per la legge e almeno sulla carta, tutto bene. Il problema principale però sono le quantità usate dalle modelle brasiliane. La dose consigliata dall’Anvisa, ad esempio, è di 200 volte inferiore a quella che Andressa Urach si era fatta iniettare cinque anni fa per arrivare al «successo», ovvero mezzo chilo per gamba. Un’enormità solo per poter sfilare come reginetta del samba a Rio e partecipare al concorso di Miss «Sedere» con qualche chance di vittoria. Ma non basta. Lo scorso luglio alla rivista brasiliana Ego, la stessa Andressa aveva confessato di essersi iniettata anche molto PMMA, una sorta di cemento liquido, perché una volta nel corpo si solidifica. 



Il problema è che questo materiale plastico oltre che per fini «estetici» è lo stesso usato, ad esempio, per produrre i fanali posteriori delle auto o le barriere di protezione negli stadi... 

Spaventatissima è anche Jéssica Lopes, celeberrima Miss «Sedere» Inghilterra e nota ai più con il suo soprannome di «Peladona de Congonhas» (tradotto alla lettera in italiano «la nudona dell’aeroporto cittadino di San Paolo») che confessa alla stampa locale «io e Andressa andavamo dal chirurgo estetico come andare a fare shopping». Paura identica anche per la stilista della Urach, Jennifer Pamplona che ammette, «anch’io ho aggiunto idrogel nei glutei».


Valeria Lukyanova è un modella moldava-ucraina di 29 anni. Canta, sfila e si definisce “esoterica”, ma nonostante tutto questo ciò che l’ha resa famosa è il suo voler assomigliare ad una nota bambola (ma non diteglielo perché potrebbe offendersi). Valeria Lukyanova è la Barbie umana.

Ospite a Quelli che il calcio, intervistata da Nicola Savino ha tenuto a sottolineare “Sono una persona creativa e questa è l’espressione del mio mondo interiore, non ho cercato di imitare una bambola, io non imito nessuno”. Interrogata poi su come abbia fatto a trasformare il suo corpo, Valeria stupisce tutti: “Ho fatto solo una operazione, al seno, per essere più armonica. Non ho fatto nient’altro sono nata così. Il resto è tutto sport e make up”.

Già però nel confronto fotografico prima-dopo alcune cose non tornano e in molti hanno scritto che il suo vitino da vespa sarebbe frutto di una operazione: si sarebbe fatta togliere due costole.

Operazione che lei nega fortemente “Non mi sono tolta due costole, ho le ossa sottili, vedete il mio polso? Sono i miei detrattori che mettono in giro queste voci. Faccio molto sport, faccio pesi e mi alleno tre ore ogni giorno. Anche l’età cambia le persone, e poi ho smesso di bere, di fumare e mangiare carne”

La modella e cantante ucraina, seguita da circa un milione di utenti Facebook, ha anche un nome spirituale, Amatue, e ha più volte dichiarato di essere in contatto con spiriti ed altre dimensioni dall’età di 12 anni.
Ma non finisce qui, in una intervista rilasciata al giornalista Michael Idov per GQ Russia, la modella umanoide ha fatto alcune dichiarazioni che hanno portato il cronista a definirla “un’aliena razzista venuta dallo spazio”.
Durante l’intervista, Valeria Lukyanova ha infatti affermato: “Per esempio, una russa sposa un armeno e hanno un figlio, una bella bambina. Ma lei ha il naso del papà. Va a farselo limare un po’ ed è tutto a posto. […] Ora che le etnie si stanno mescolando c’è il degrado. Prima non era così. Ti ricordo quante belle donne c’erano negli anni Cinquanta e Sessanta, senza bisogno di chirurgia plastica? E ora per colpa del degrado, abbiamo tutto questo. Amo il mio aspetto nordico: ho la pelle bianca; sono un tipo nordico. Forse un po’ dell’Est-Baltico, ma molto vicino al tipo nordico.”

Valeria Lukyanova, la Barbie umana: ‘Non mi sono tolta due costole’02 febbraio 2015



Quello di Andressa non è che uno dei tanti esempi degli estremismi di chirurgia estetica a cui molte donne, non solo Vip, si sottopongono con troppa leggerezza. Come il caso della donna gatto (catwoman) Jocelyn Wildenstein oppure di Cher, Carla Bruni, Madonna, Meg Ryan. Ma se nel loro caso si tratta di interventi che alla fine le hanno rese più brutte che belle, non mancano purtroppo anche casi di personaggi e persone comuni che hanno subito veri e propri danni alla salute. 



La showgirl Francesca Cipriani, per esempio, ha dovuto fare i conti con problemi di salute legati all'intervento a cui si era sottoposta ai glutei mentre una donna di Carrara è stata ricoverata per setticemia dopo un intervento alle labbra con il silicone e addirittura a Milano una donna è rimasta cieca dopo la blefaroplastica. 


"Nella maggior parte dei casi, i problemi sono dovuti alla quantità e alla qualità dei materiali utilizzati nell'intervento come è accaduto nel caso della modella brasiliana" spiega Fabrizio Malan, presidente della Società Italiana di Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica (Sicpre) che raccoglie l'80% dei chirurghi plastici nel nostro Paese. Il danno, infatti, è stato causato da iniezioni di idrogel e polimetil-metacrilato che si sono fuse tra loro e con il tessuto muscolare, causando uno choc settico e cicatrici probabilmente permanenti.

"Un altro problema nasce dal fatto che spesso per raggiungere un risultato molto lontano dal proprio aspetto è necessario eseguire su una stessa paziente più di 10-15 interventi" prosegue l'esperto.  



Ricordate Alicia Douvall? È la modella inglese che per somigliare a una bambola si è inflitta 350 interventi, di cui ben 49 al viso. Perché le donne, non solo quelle famose, chiedono interventi così estremi? Cosa le spinge ad una richiesta del genere? Studi autorevoli, come quello della Ruhr University pubblicato sulla rivista Clinical Psychological Science, rivelano che la decisione di sottoporsi a un intervento di chirurgia plastica nasce dal desiderio di dare una spinta alla propria autostima e gratificare sé stessi. "Le donne che chiedono interventi così estremi sono persone che inconsciamente cercano, migliorando il loro aspetto fisico, di guarire ferite e cicatrici più profonde di quelle che non possono vedersi "a pelle", che hanno sede nell'anima" spiega Maria Malucelli, specialista e docente di psicologia clinica e autrice del libro "Sul lettino del medico estetico (Acta Medica Edizioni). "Si tratta di persone che hanno sempre vissuto con la percezione del non piacersi che non è stata sedata o risolta da una buona vita affettiva. Ricorrono ad un cambiamento estetico a volte eccessivo senza rendersi conto che un danno psicologico non si risolve con un intervento fisico" chiarisce Malucelli. 

Comportamenti ossessivo-compulsivi, depressioni, disturbi alimentari: la casistica dei disagi psicologici può essere molto ampia. "Per questo abbiamo consigliato alle scuole di medicina estetica e ai professionisti del settore di fare anche uno screening psicologico per capire qual è la condizione psicologica della paziente e le sue motivazioni reali ma purtroppo non sempre c'è disponibilità e collaborazione".

Un altro dato riguarda l'abbassamento dell'età media delle ragazze che si sottopongono ad interventi estetici. "Sono sempre più numerose le adolescenti che chiedono come regalo un intervento estetico e vengono assecondate sia dai genitori che dai chirurghi che non sanno vedere oltre quella richiesta il disagio emotivo" spiega la psicologa. Non a caso, la richiesta di un secondo intervento è molto frequente tra le più giovani: "Accade perché nessun intervento estetico potrà mai soddisfarle in quanto il problema è di natura emotiva e non fisico e l'intervento agisce solo come sedativo momentaneo e succedaneo della felicità ma essendo generato da un vuoto emozionale dopo un po' il disagio ricompare". 

L'intervento al naso, alle palpebre e l'aumento del seno saranno i ritocchi più eseguiti nel 2015. È questa la previsione della SICPRE alla luce dell'analisi dei dati di traffico sul sito www. sicpre. it nel periodo 1-27 dicembre 2014. Seguono, rispettivamente in quarta e in quinta posizione, l'addominoplastica e la ricostruzione mammaria.

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